Il mistero della statua di Totò

Inserito da redazione il 29 aprile 2017

ESCLUSIVO – I documenti e la testimonianza di Pietrangelo Gregorio su tutta la vicenda relativa alla prima statua dedicata alla memoria di Totò voluta dal popolo napoletano e promossa dall’emittente televisiva Canale 21 grazie all’iniziativa di Pietrangelo Gregorio e Luigi Preta.

La vera storia della statua di Totò

di Pietrangelo Gregorio

 La statua di bronzo, alta 220 cm è stata realizzata grazie al contributo di 240 artisti (su proposta di Emilio Notte, offrirono una loro opera) e del popolo napoletano. Costo dell’ opera: 45 milioni di lire.

L’autore prof. Vincenzo Giggiano Borrelli ha inteso rappresentare tre aspetti della poliedrica personalità di Totò: la testa seria e compassata con bombetta elegante, rappresenta il “Principe Antonio De Curtis”, il busto, col gesto classico di Totò, rappresenta “ Totò attore ”, la parte inferiore con i calzoni saltafossi, rappresenta il Totò comico, guitto e Clown. Questo trittico può piacere o meno, ma è originale: è stato prescelto da una commissione di esperti e da una votazione televisiva.

Vero è che fra le tante statue e monumenti di Totò, esposti nelle varie città, questa particolare statua di bronzo, oltre ad essere la più suggestiva, come dichiarò Liliana de Curtis, ha un ineguagliabile valore simbolico: rappresenta il profondo sentimento ed un tributo di simpatia, di ammirazione e di affetto verso Totò del popolo e degli artisti napoletani, mentre le istituzioni locali per 50 anni lo hanno ignorato ed umiliato intestandogli semplicemente un piccolo vicolo, una modesta traversa di via Foria. Pietrangelo Gregorio.

I misteri e l’epopea della statua di Totò

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Il 15 APRILE 1978, In occasione dell’11° anniversario della morte di Totò, facendomi interprete delle continue richieste da parte dei telespettatori di ricordare degnamente il grande Totò, completamente ignorato dalle istituzioni, proposi, nel corso della trasmissione “Filo Diretto” a Canale 21., di intestargli una importante strada e di erigergli un monumento.

INVITO ALL’AMMINISTRAZIONE.

Sottoponemmo la proposta all’Amministrazione Comunale (sindaco all’epoca Maurizio Valenzi), che non ritenne Totò così importante da erigergli un monumento, al massimo avrebbero provveduto ad intestargli una via. Ed effettivamente intestarono ad Antonio De Curtis, il più modesto vicoletto di Napoli, che si diparte da via Foria: una vera offesa per “il Princpe del sorriso”, come lo definì Paliotto.

Un misero riconoscimento, considerano che Totò era napoletano e che in altre città gli erano state intestate le migliori strade e le migliori piazze.

RACCOLTA DI FONDI

Sempre nel corso della trasmissione Filo Diretto, lanciai l’appello di realizzare un monumento a Totò, invitando i cittadini a voler contribuire.

L’adesione fu plebiscitaria: fra i primi, il compianto Nino Taranto, che assicurò il suo patrocinio.

Cominciarono a pervenire immediate e numerose offerte (commoventi quelle dei pensionati che offrivano “500” lire, rammaricandosi di non poter offrire di più).

Per assicurare la massima trasparenza chiesi l’intervento del il notaio Carlo Iaccarino , che generosamente si prestò a ricevere e documentare le varie offerte.

In due settimane si era già raggiunta la somma di 8 milioni di vecchie lire, quando si presentò il pittore Aldo Bondi, che offrendo tre suoi quadri, riportò il suggerimento del grande artista Emilio Notte, di costruire il monumento a Totò, invitando gli artisti ad offrire una propria opera, il cui ricavato si sarebbe devoluto alla realizzazione del monumento.

Accogliemmo l’invito e sospendemmo la raccolta dei telespettatori.

INVITO AGLI ARTISTI

Nel corso delle trasmissioni successive, invitai gli artisti napoletani ed italiani ad offrire una loro opera, per il monumento a Totò. La risposta fu immediata: il primo lo stesso Emilio Notte, quindi Gennaro Sguro, Antonio Morgese, Alfonso Grasso, Antonio Bertè, Italia Gaeta Gaia, Austin Forte, Antonio Asturi , Aldo Mantrisi e, successivamente, altri 240 artisti, fra i quali destò ammirazione Romano Mussolini che venne personalmente a Napoli a portare una sua opera…per esprimere un suo attestato di affetto e simpatia verso il caro Totò.

INVITO PUBBLICO AGLI SCULTORI

Per la realizzazione del monumento, indicemmo un pubblico concorso, con regolamento depositato presso lo studio del notaio Iaccarino e pubblicizzato per diversi mesi.

SPETTACOLI “NAPOLI PER TOTO’

Per tenere vivo l’entusiasmo dei napoletani verso l’iniziativa, d’accordo con Canale 21, si organizzò uno spettacolo con cadenza settimanale, dal titolo “Napoli per Totò”. La conduzione fu affidata ad Alfoso Guadagno e Lucia Cassini. A questo spettacolo parteciparono Nino Taranto, Pietro De Vico, Anna Campori, Claudio Villa, Alberto Sordi, ed atri numerosi artisti.

AFFIDAMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE A GIGI PETRA.

Per coordinare le varie complesse attività connesse alla realizzazione del monumento (vendita all’asta dei quadri, conclusione del concorso “bozzetto per la statua”, formazione della commissione giudicante, fusione in bronzo della statua) fu affidato l’intera organizzazione all’esperto e dinamico Gigi Petra, vecchio amico di Totò , che accettò con entusiasmo il gravoso incarico e curò l’intero complesso iter con una eccezionale competenza, e con generosa dedizione. Ammirevole la trasparenza che caratterizzò ogni sua azione; tutto veniva svolto in diretta televisiva, con la collaborazione del notaio Carlo Iaccarino.

LA COMMISSIONE GIUDICANTE

Si invitarono pubblicamente critici d’arte, uomini di cultura a far parte della commissione che avrebbe dovuto giudicare il bozzetto definitivo, fra i 13 presentati da altrettanti scultori.

Si formò una commissione presieduta dal prof. Paolo Gaetani d’Aragona, già presidente dell’Accademia delle Belle Arti, Gino Grassi, Angelo Calabrese, Sandro Calenda, Antonio Scotti, Orazio Mazzoni, Max Vairo, Ermete Valenza , Rino Capodanno ed altri ancora. Fra i 13 bozzetti fu scelto a larga maggioranza quello del prof. Vincenzo Giggiano Borrelli.

VOTAZIONE POPOLARE

Oltre il parere degli esperti, si volle conoscere anche il pensiero dei cittadini. Furono scelti 300 telespettatori che furono invitati a canale 21 a vedere i 13 bozzetti ed esprimere le proprie preferenze: 280 preferenze (su 300) confermarono lo stesso bozzetto scelto dalla commissione.

ASTA TELEVISIVA E FUSIONE DELLA STATUA

Venne effettuata una vendita all’asta dei quadri, in diretta televisiva: si ottenne un’entrata complessiva di 45 milioni di lire (tutti documentati dal notaio Iaccarino) .Per la fusione in bronzo si prescelse la storica fonderia napoletana “ Di Giacomo” che realizzò la statua alta metri 2,20.

 CONSEGNA DELLA STATUA AL COMUNE

Con una manifestazione estemporanea, alla quale presero parte migliaia di cittadini, l’assessore Gennaro D’Ambrosio, in rappresentanza della Regione Campania, e gli assessori Picardi e Rusciano, in rappresentanza del Comune, la statua venne offerta al Comune di Napoli, dal delegato Gigi Petra, il 9 luglio 1986, con atto del notaio Carlo Iaccarino.

Con questo atto il Comune di Napoli si impegnava a erigere un monumento a Totò.

L’amministrazione decise, in un primo tempo che il monumento fosse eretto nella villa comunale e le successive amministrazioni decisero che era più significativo erigerlo in piazza Cavour, molto vicina all’abitazione di Totò (via Santa Maria Antesecula), e realizzarono, al centro dei giardinetti di piazza Cavour, una piazzola, attualmente ancora esistente.

Il continuo variare di sindaci, assessori e commissari rinviarono sine die la costruzione del monumento e la statua rimase nel deposito del Maschio Angioino.

Vero è che molti amministratori avrebbero potuto sic et simpliciter disporre l’erezione del monumento ma alcuni temevano di essere insultati dal uno sparuto gruppo di “colti e pseudo colti” fanatici dell’arte informale che detestavano l’arte figurativa, ”antiquata, da rottamare”: gli stessi “grandi colti” che, quando Totò era in vita lo offesero e avevano detestarono, definendolo “banale guitto di avanspettacolo”!.

Purtroppo questo fanatismo “informale” cercò in tutti i modi di bloccare l’erezione di questo monumento, creando una violenta campagna di odio e di antipatizzazione verso la statua. Giunsero al punto da ingannare e coinvolgere uno dei migliori giornalisti de “il Mattino” Luigi Campagnone, al quale presentarono una falsa foto della statua, rappresentata da un ridicolo fantoccio.

Luigi Compagnone, credendo ciecamente nella veridicità del “falso sgorbio”, dalle colonne de il Mattino, usò parole violente per impedire che un simile sgorbio deturpasse le strade di Napoli. Quando, nel corso di una intervista televisiva, gli presentammo la fotografia della “vera” statua, restò stupito e si rammaricò per essere stato “usato” da chi gli aveva mostrato la falsa foto e promise che avrebbe provveduto e ristabilire la verità.

Ovviamente vi fu un plebiscitario coro di cittadini e di uomini di cultura, che reagirono a queste provocazioni, pretendendo che il Comune rispettasse gli impegni assunti di erigere il monumento.

Finalmente la circoscrizione Vomero, per l’interessamento di Mimmo Cordopatri e Rino Capodanno , ha fatto installare il monumento in via Freud (Rione Alto). Il monumento è stato inaugurato il 15 aprile del 1999, Alla presenza di numerosi cittadini e di Liliana de Curtis, figlia di Totò, che ritenne la statua la più “suggestiva” fra quelle esposte in molte città italiane.

L’odio degli “informali” non si placò: anzi è addirittura esplose…chiedendo grottescamente (Guido Donatone), le dimissioni dell’assessore alla cultura Guido D’Agostino, che aveva autorizzato l’erezione del monumento.

La statua che doveva essere esposta a Napoli centro, perché anche i turisti potessero osservarla, veniva confinata nella lontana zona ospedaliera.

I cittadini e, soprattutto, gli artisti che collaborarono alla realizzazione della statua, pur apprezzando il coraggio e la fattività della circoscrizione Vomero per aver posto fine ad uno scempio di tenere una così importante statua confinata negli scantinati del Maschio Angioino, desiderano che questo monumento venga spostato al centro di Napoli nella piazzola già preparata da tempo, al centro dei giardinetti di piazza Cavour, nelle adiacenze dell’abitazione dove nacque e visse Totò.

Chiedono altresì che i giardini di piazza Cavour, attualmente anonimi, vengano denominati : “Parco Totò”.

Vero è che fra le tante statue e monumenti di Totò, esposti nelle varie città, questa particolare statua di bronzo, oltre ad essere la più suggestiva, come dichiarò Liliana de Curtis, ha un ineguagliabile valore simbolico: rappresenta il profondo sentimento ed un tributo di simpatia, di ammirazione e di affetto verso Totò del popolo e degli artisti napoletani, mentre le istituzioni locali per 50 anni lo hanno ignorato ed umiliato, intestandogli semplicemente un piccolo vicolo, una modesta traversa di via Foria.

 Pietrangelo Gregorio, Napoli 29 Aprile 2017

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 Statua di Toto

 Foto della Consegna al comune

Foto della consegna della statua al comune di Napoli.

 

CONSEGNA DELLA STATUA AL COMUNE

Con una manifestazione estemporanea, alla quale presero parte migliaia di cittadini, l’assessore Gennaro D’Ambrosio, in rappresentanza della Regione Campania, e gli assessori Picardi e Rusciano, in rappresetanza del Comune., la statua venne offerta al Comune di Napoli, dal delegato Gigi Petra, il 9 luglio 1986, con atto del notaio Carlo Iaccarino. Con questo atto il Comune di Napoli si impegnava a erigere un monumento a Totò.