Inserito da redazione il 16 ottobre 2013

Il Cilea innaugura la sua stagione teatrale con Marisa Laurito e Giuseppe Zeno in  LA SIGNORA DELLE MELE uno spettacolo liberamente tratto da “Madame la Gimp” di Damon Runyon.

Come nella seconda edizione del film di Frank Capra questo spettacolo si tinge di colori. Le proiezioni elaborate da Claudio Garofalo fanno da sfondo ai testi scritti da Riccardo Manaò a  cui si alternano le canzoni con le musiche di Nicola Piovani  su versi di Vincenzo Cerami arrangiate dal maestro Mariano Bellopede. La regia e le scene sono di Bruno Garofalo i costumi di Mariagrazia Nicotera, le coreografie  sono state curate da Enzo Castaldo. In scena, oltre al corpo di ballo e numerosi attori  anche Giuseppe De Rosa, Mimmo Esposito, Antonio Ferrante e Mario Santella. la produzione è di Rosario Imparato.

“La signora delle mele” è una favola che fa sorridere e riflettere mentre gli interpreti, con l’ausilio di musiche,  immagini  e atmosfere della New York, ambientata dall’autore, negli anni 30, fanno rivivere uno dei tanti episodi di cronaca minore tinta talvolta di rosa e di nera che un giornalista come Damon Runyon riportava nelle pagine del suo giornale.

Manaò, come spiega nelle sue note d’autore ci riporta all’epoca  del proibizionismo che è al capolinea e segna la fine della grande crisi economica americana cominciata nel ’29. Un colossale crack che manderà sul lastrico milioni di individui e che il mondo ricorda come “la grande depressione”. Nella stessa epoca la musica jazz, quello dei locali notturni, attraversava il suo periodo d’oro.

Erano i famosi anni ruggenti: mentre si faceva baldoria nei night  la malavita si divideva il territorio e gli affari sporchi  con molta naturalezza. La legge aveva a che fare con un tale chiamato Al Capone.  Alla fine del ’33 il presidente Roosevelt con il “New Deal” rilancerà l’economia del paese mettendo in giro un’incredibile quantità di denaro pubblico.

Anche per i duri le cose cambieranno e, finito il proibizionismo, solo i boss più lungimiranti e sanguinari sopravvivranno venendo a patti con la politica. In questo contesto nasce e si sviluppa la storia di Annie, detta “la signora delle mele” interpretata nello spettacolo da una spumeggiante Marisa Laurito  e di Dave lo sciccoso , un elegante gangster dal cuore d’oro (Giuseppe Zeno).  Due protagonisti che con le loro vicende incarnano bene lo spirito dell’epoca. Raccontata come una favola “La Signora delle Mele” è una vicenda ancora incredibilmente attuale: crisi economica simile a quella del ’29, politica e malavita, emarginazione sociale. Annie, la vagabonda, è un’emigrante italiana arrivata negli States con grandi speranze di realizzare i suoi sogni, una donna forte che ha combattuto per affermarsi e per difendere i diritti dei più deboli, ma che ha dovuto soccombere sopportando lo svilimento dei suoi ideali.

Ed è per questo che decide di sopravvivere in strada, senza possedere nulla, libera da tutto. Dave lo sciccoso, è un gangster simpatico, superstizioso e volitivo, che briga per fare un salto di qualità e diventare un potente boss ma, al momento di associarsi con la mala dei mitra e degli eccidi, decide di cambiare vita ed intraprendere la strada dell’onestà.

 

il cast dello spettacolo:

Marisa Laurito e Giuseppe Zeno

e (o.a)

Giuseppe De Rosa, Mimmo Esposito, Antonio Ferrante, Mario Santella

e (in o. a.)

Madeline Alonso, Enzo Attanasio, Charlie Cannon, Francesca Colapietro, Cinzia Cordella,  Gennaro Monti, Maurizio Murano, Giovanna Nicodemo, Francesco Pirozzi, Gabriele Saurio, Francesco Viglietti, Salvatore Zeno

Il corpo di ballo: (in o.a.)

Norberto Aiello, Maria Adamo, Paolo Aprile, Tonia Carbone, Pasquale D’Ausilio, Teresa Di Guida, Ilaria Leone, Giuliano De Rosa
Giancarlo Grosso, Cristina Monticelli, Eliana Virgilio.

 

scenografia e regia: Bruno Garofalo

elaborazioni grafiche e proiezioni: Claudio Garofalo

musiche: Nicola Piovani

Testi delle musiche: Vincenzo Cerami

arrangiamenti: Mariano Pellopede

coreografie: Enzo Castaldo

costumi: Mariagrazia Nicotera

aiuto regia: Solange Volpicella

direttore di scena: Lucio Mazzoli

produzione: DOPPIAEEFE PRODECTION srl

amministratore: Ilda Ventura

fornitura costumi: CTN 75 Canzanella Costumi Teatrali Napoli

dove: Teatro Cilea

quando: dal 17 al 27 ottobre 2013

info : http://www.teatrocileanapoli.it

Marisa laurito durante l’intervista

il reportage di LIFE in Naples : http://youtu.be/MwrzSK2lw20

note dell’autore:

“Quando Damon Runyon scrisse la novella “Madame la Gimp” non diede granché importanza all’ambientazione geografica o temporale, ma si concentrò sulla coloristica ed efficace descrizione dei caratteri di Annie la vagabonda, Dave lo sciccoso, il giudice Blake, e gli altri della variegata piccola mala newyorkese. La novella di Runyon è un delizioso e riuscito bozzetto di un certo tipo di New York in un momento tra le due guerre mondiali.

Ma non sempre la brevità di una novella può rispondere a tutti i quesiti che un lettore si pone. In teatro, invece, le storie si dilatano e i personaggi, trovandosi a loro agio sul palcoscenico, si concedono ad una maggiore intimità. Da qui l’idea di scriverne una commedia che dilatasse la storia di Annie la vagabonda e Dave lo sciccoso, arricchendola, e che andasse ancora oltre la bella versione cinematografica che Frank Capra ne trasse con il titolo di “Angeli con la pistola”.

Il teatro è il luogo ideale per far manifestare il respiro di quei tempi, fatto di musica e movimento. Voci afro-americane, blues e jazz dei primordi e le grandi orchestre nere e bianche che facevano danzare il mondo: ragtime, fox trot, castle dance, dixie e swing, di musica ce n’era per ogni gusto e per ogni dove a quei tempi. Quella era l’età del jazz, come la definì Francis Scott Fitzgerald, ed intendeva dire l’età del nuovo ritmo esistenziale. Tra gli anni venti e trenta a New York la gioia di vivere era dappertutto, negli scantinati della cinquantaduesima strada e negli esclusivissimi club di Harlem, nei ghetti e nei teatri sempre illuminati di Broadway, affermando che l’America, nonostante l’asfissiante cappa di una terribile crisi economica e l’inestinguibile arsura causata dal proibizionismo, era pur sempre il  mondo nuovo.

La commedia è stata ambientata alla fine del 1933, quando un presidente decisamente coraggioso, Delano Roosvelt, prese in mano le redini della nazione americana e la fece risorgere dallo sfinimento mortale in cui si dibatteva. In quei giorni venne abrogato il proibizionismo e si inaugurò una nuova era di benessere con il New Deal. Si tornava a vivere. ”

Riccardo Manaò