Inserito da redazione il 15 luglio 2014

“Non mollare mai”: è il filo rosso che spiega il senso del Social Wold Film Festival di Vico Equense che, giunto alla sua IV edizione, si afferma come forte punto di riferimento, a livello internazionale, per monitorare lo stato di salute, le tendenze e gli orientamenti di una cinematografia che, oggi più che mai, riesce ad esprimere numerose e variegate tematiche sociali.

Una rassegna, guidata dal giovane e competente Giuseppe Nuzzo, che è riuscita a stabilire, grazie all’originalità della sua formula, profondi legami a livello internazionale, con forti sinergie istituzionali, quali gli Istituti Italiani di Cultura all’estero, e di sponsor privati che, proprio grazie all’entusiasmo e professionalità della giovane organizzazione, hanno scommesso sulla promozione della settima arte.

Giancarlo-Giannini ph by © Luigi-Passariello

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Vico Equense, come documentato nel reportage di Life in Naples, per nove giorni si è trasformata  nel crocevia internazionale del cinema, con protagonisti di affermata fama artistica al fianco di giovani emergenti: e l’invito a non mollare, rivolto alle nuove generazioni, di registi, attori e delle mille professionalità del cinema, viene da nomi come Isabella Ragonese, madrina della rassegna, Andrea Roncato, Mariangela D’Abbraccio e tanti altri testimonial del festival.

Ma l’invito a “non mollare” più forte arriva da Giancarlo Giannini, che con le sue parole rimarca come il cinema sia fatto ancora e soprattutto di progetto, poetica, racconto. Al di là della tecnologia. Dalle sue parole, la voglia di trasmettere una trentennale esperienza ai giovani perché riescano a tirar fuori il talento, la capacità di raccontare.

E, con le sue parole, Giannini, sollecitato da Gennaro Monti per Life in Naples, ricorda due autentici monumenti dello spettacolo: Massimo Troisi ed Eduardo De Filippo. Di quest’ultimo, Giannini rivela inaspettatamente un particolare inedito: di quando il Maestro gli propose di interpretare, rara eccezione nella tradizione eduardiana, “Gli esami non finiscono mai”.

Un mondo tutt’altro effimero, quello che emerge dal “red carpet” di Vico: grandi protagonisti, ma soprattutto grandi storie che riescono a raccontare dove il mondo sta andando: dalla memoria storica della guerra, con “The fifth horseman” di Kery Barber, al “41° Parallelo” di Davide Dapporto, un “corto” che ci mostra come sia importante puntare sul racconto, sulle storie, sulla trama.

Ma è soprattutto con Elisa Amoruso, con il suo toccante “Fuoristrada”, vincitore della IV edizione del World Social Film Festival, che il sociale si fa emozione.

La rassegna di Vico Equense, come spiega ai microfoni di Life il presidente della Film Commission della Regione Campania Valerio Caprara, anche nel suo ruolo di presidente della Giuria del Festival, dimostra con grande maturità che il sociale, inteso anche come socialità, è un patrimonio dei giovani che, riscoprendo il cinema, possono essere la linfa giusta per il suo rilancio.

Questo giovane Festival, pur se alla 4° edizione, nei fatti ha dimostrato come anche in Campania i giovani, se ne hanno l’opportunità, possono creare occasioni di confronto di ottimo livello che, in tutti i casi, se potenziate muovono la cultura e l’economia della nostra regione.

Francesco Bellofatto per LIFE IN NAPLES © 2014 vietata la riproduzione anche parziale

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