Inserito da Luigi Passariello il 21 ottobre 2020

9 Ottobre 2020. Sì inizio questo breve racconto con una data perché è un giorno che non voglio dimenticare.

E’ un meraviglioso pomeriggio di Lunedì e come faccio spesso decido di fare una passeggiata per le vie di Napoli solo in compagnia della mia macchina fotografica.

Mi siedo su una panchina nei pressi del Molo Beverello. Con lo sguardo seguo donne e uomini “mascherati” che freneticamente guidano “da soli” la propria auto.  Non so dove vanno e da cosa si devono difendere con quelle mascherine, talvolta variopinte e mezze appese alle orecchie o al collo. 

Forse è una forma di rispetto verso gli altri?

Si. probabilmente nei confronti della propria auto. L’auto, come dicono spesso gli anziani, si comporta come le donne. “Meglio le tratti più ti amano”. Ma questo è un’altro discorso.

Trascorso un po di tempo seduto su quella panchina, in cerca di una risposta a questo dogmatico enigma il mio pensiero è stato interrotto dall’avvicinarsi di un signore accompagnato dal suo cane.  Fumando una sigaretta elettronica mi chiede cosa stessi facendo lì seduto da solo e con la macchina fotografica.

Alcuni di voi e anche io, forse qualche anno fa, avrei pensato: “ecco qua il solito”. Invece ho iniziato a parlargli. Non starò qui a dire cosa ci siamo detti ma non vi nascondo che ad un certo punto della discussione mi è scesa qualche lacrima. Si, mi sono emozionato.

Trascorsa un’oretta di reciproche considerazioni su vari argomenti Antonio mi guarda negli occhi e mi dice “uagliò tu sei troppo pensieroso, viviti la vita con spensieratezza“. A quella frase ci sono rimasto un bel po’. Mi ha fatto riflettere. Quando me ne sto per andare gli faccio “Tonì ij mo m n vac, tu c faij?” (Antonio adesso vado via. Tu che fai?)

Lui mi risponde “ò Diè ij mo m vott a mar“. (Diego io adesso  mi butto a mare)

Non ci credo. Allora decidiamo di  incamminarci verso la scogliera. Io Tonino e il suo cane. Volevo vedere con i miei occhi se era vero.

Contro qualsiasi dubbio ecco che, senza esitazioni Antonio si mette in costume e si tuffa senza pensarci due volte. 15° fuori dall’acqua e lascio immaginare a voi la temperatura del mare. Senza batter ciglio Tonino, già in acqua, mi dice: “Die ci vediamo dal lato del Castel dell’Ovo” (Diego ci vediamo dal lato del Castel dell’Ovo). 

Per chi conosce Napoli sa che dal Molo Beverello al Castel dell’Ovo la distanza è notevole soprattutto se fatta a nuoto. Non credevo tanto alle parole di Antonio anche se già mi aveva dimostrato che non era il solito chiacchierone. Mi chiedevo: “Dove è il trucco?” E’ vero Antonio quello che ha detto lo ha poi fatto. Ma, come sono fatto io, dovevo andare fino in fondo. Allora decido di incamminarmi sul lungomare verso il Castel dell’Ovo. In lontananza, noto una testa pelata che nuotava. Imbraccio la mia fidata macchina fotografica e spingo l’ottica fino al massimo dell’ingrandimento. La capoccia che vedo è senza dubbio quella di Tonino.

Arrivato al Castello ci vediamo, Lui mi saluta e dice: “Guagliò m arraccumann, VIVI.

Tonino non è un pazzo. Tonino non è uno stupido. E’ un uomo che ha colto il senso della vita e oggi mi ha voluto trasmettere qualcosa. Tonino è un napoletano doc. 

Grazie Antonio.  Mi hai regalato un pensiero semplice ed efficace

Diego Grimaldi | Fotoreporter.

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Copyright Diego Grimaldi

Antonio Serpi Ph: Diego Grimaldi Fotoreporter

Antonio Serpi, 53 anni, con una moglie e tre figli abita nei Quartieri Spagnoli. Si sveglia alle 3 di notte per andare a lavorare in una pasticceria vicino casa. Il pomeriggio dopo il lavoro gira per Napoli con Lilly, la sua cagnolina e da quando ha 19 anni ogni giorno si tuffa nel mare di Napoli per nuotare anche in pieno inverno.  Dice che lo fa per sentirsi vivo e per vivere con spensieratezza.