Inserito da redazione il 18 novembre 2014

Una grande mostra da venerdi 21 novembre al Museo Madre dedicata a Lucio Amelio, in occasione dei vent’anni dalla sua scomparsa, per ripercorrere la storia di uno degli indiscutibili protagonisti della storia dell’arte contemporanea che ha contribuito a rendere Napoli uno dei centri della ricerca e della riflessione artistica degli ultimi decenni a livello nazionale e internazionale.
 
Nel 1965 l’apertura di una galleria dedicata ai linguaggi e alle pratiche artistiche più sperimentali, quale fu appunto la Modern Art Agency di Lucio Amelio, contribuì ad una radicale trasformazione del dibattito artistico allora in corso, accanto all’attività di altre gallerie e ad eventi straordinari come, fra altri, Amalfi ’68.
Un discorso che si articola e matura negli anni successivi attraverso progetti di arte pubblica, il sostegno a grandi mostre istituzionali, un’intensa attività editoriale e l’organizzazione di mostre personali e collettive spesso seminali che segnarono, tra l’altro, l’affermazione dell’Arte Povera e della Transavanguardia, che approfondirono le relazioni fra arte americana ed europea, e una ricerca che spazia dalle pratiche concettuali a quelle performative, dalla nuova creatività del Mezzogiorno ai campi della fotografia, del cinema, del teatro, della letteratura e del suono.
Lucio Amelio a Villa Volpicelli - photo Bruno di Bello 1979
L’istituzione il 20 novembre del 1982 della Fondazione Amelio e la genesi del progetto Terrae Motus stimolò la reazione da parte di alcuni dei più grandi artisti dell’epoca ad un evento devastante quale fu il terremoto dell’Irpinia (23 novembre 1980), confermando un’implicazione attiva e diretta dell’arte nel contesto sociale, civile e culturale. Lucio Amelio è stato quindi una figura di primaria importanza nella scena artistica, non solo napoletana, ma nazionale e internazionale, e una figura di grande ispirazione ancora oggi.
 
In mostra saranno presentate opere fondamentali di più di cinquanta artisti, risultato di una meticolosa ricerca d’archivio e, caratteristica distintiva della mostra, un imponente corredo documentario, costituito da una selezione di più di 500 documenti storici – lettere autografe, progetti di mostre e schizzi di allestimento, fotografie, inviti, manifesti, libri, cataloghi, brochure, edizioni numerate, progetti architettonici ed ingegneristici – molti esposti per la prima volta, in prestito dall’Archivio Amelio e da altri archivi pubblici e privati.
 
Per specifiche esigenze espositive e di tutela delle opere in mostra, l’ingresso alle sale espositive del terzo piano potrà essere limitato. Il personale del Museo è a disposizione del pubblico per facilitare i flussi di accesso e la visita alla mostra, dalle ore 19:00 alle ore 22:00. 

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