Non li trovi al centro storico. Non nei vicoli stretti, non sopra una pizzeria. I calciatori del SSC Napoli, quando scelgono di vivere in città, guardano altrove. Cercano silenzio, privacy, vista mare. E soprattutto sicurezza.
La zona che torna sempre è Posillipo. Ville con affaccio sul golfo, parchi privati, cancelli alti. Qui l’affitto può superare tranquillamente i 6-7 mila euro al mese per una soluzione di livello alto. Alcuni preferiscono acquistare, altri restano in locazione per non legarsi troppo. La carriera è breve, i trasferimenti sono frequenti. Posillipo offre discrezione. Non è un caso se negli anni diversi giocatori azzurri hanno scelto proprio questa collina.
Poi c’è il Vomero. Meno esclusivo rispetto a Posillipo, ma più “vivibile”. Servizi, scuole internazionali, collegamenti più semplici con il centro tecnico di Castel Volturno. Molti calciatori con famiglia guardano qui. Non è solo una questione di lusso, ma di quotidianità: supermercato sotto casa, bambini che possono andare al parco senza troppo clamore. Certo, quando un volto noto viene riconosciuto, la notizia gira in fretta. Ma il Vomero è abituato alla presenza di personaggi pubblici.
Anche Chiaia resta una zona gettonata. Elegante, centrale, meno isolata rispetto a Posillipo. Qui spesso si trovano appartamenti di pregio nei palazzi storici. Meno villa, più attico. È una scelta diversa, più urbana. Qualcuno la preferisce proprio per questo: vivere Napoli, non guardarla dall’alto.
Perché non tutti vivono a Napoli
C’è un aspetto che pesa più di quanto si pensi. Il centro sportivo del Napoli si trova a Castel Volturno. Questo significa che molti giocatori decidono di abitare direttamente tra Varcaturo e il litorale domizio. Meno traffico, meno tempo in auto, più tranquillità. La scelta è pratica. Non romantica.
Questo spiega perché, nonostante l’immaginario collettivo li voglia tutti affacciati sul golfo, diversi calciatori in realtà vivono fuori città. Case indipendenti, residence sorvegliati, accessi controllati. La priorità è evitare intrusioni. Negli ultimi anni il tema sicurezza è diventato più delicato. Episodi di furti in villa, attenzioni eccessive sotto casa. Non è paranoia, è esperienza.
Che effetto ha sulla città
Quando un calciatore sceglie una zona, il mercato immobiliare lo sente. Non in modo plateale, ma lo sente. Le agenzie lo sanno. Alcune aree di Posillipo hanno visto crescere richieste per immobili di fascia alta proprio negli anni delle stagioni vincenti. È un effetto indiretto, difficile da misurare, ma reale.
C’è poi l’aspetto simbolico. Sapere che un giocatore vive nello stesso quartiere cambia la percezione del luogo. Succede al bar, al ristorante, dal fruttivendolo. Il quartiere si racconta così: “Qui abita uno del Napoli”. È una forma di orgoglio silenzioso.
Non tutti però scelgono di radicarsi. Molti restano pochi anni. Alcuni non imparano nemmeno bene la città. Altri invece si affezionano davvero. Restano, investono, comprano casa anche dopo il ritiro. È successo in passato e succederà ancora.
Alla fine la domanda non è solo dove vivono, ma quanto vivono Napoli. C’è chi la guarda dal terrazzo e chi la attraversa ogni giorno. E tra queste due immagini c’è tutta la differenza.








