Inserito da redazione il 16 luglio 2015

La recente tragedia che ha colpito gli affetti più intimi dell’Assessore Nino Daniele unitamente ai resoconti delle cronache che vedono spesso la nostra città fatalmente prigioniera di un tumore irreversibile non è frutto di fatali ed ataviche coincidenze. Il cardinale Crescenzio Sepe lancia l’ennesima sveglia alla classe dirigente della nostra città.

Tuttavia, prima di leggere le autorevoli parole di Sua Eminenza mi permetto esprimere liberamente alcune considerazioni.

Mentre la “Napoli Bene“, gli intellettuali, gli uomini di cultura e quelli che acquistano  (e non leggono) i libri di Saviano e qualche altro autorevole autore di tendenza, non perde occasione per partecipare alle fiction o a qualche festa che conta.  Giusto per farsi vedere in giro, Cosa fa la “Napoli male“?

E’ lì che mugugna,  Aspetta. ….Aspetta…. Aspetta che il capopopolo di turno decida di guidarli per la tanto auspicata rivoluzione democratica all’insegna della legalità.

C’è chi la chiama arancione, verde, paonazza e chi arcobaleno sebbene ultimamente va di moda “il movimento”. Ma poi tutto si spegne quando si siedono su quelle maledette poltrone. Non è importante dove o da che parte ma quello che conta è sedersi. L’arte del compromesso, la concertazione, le ragioni di Stato, la politica, il “ce lo chiede l’Europa” sono solo alcune delle giustificazioni che servono a calmare le acque. Non se ne rendono conto. A volte sembrano la brutta copia di Jep Gambardella o dei personaggi della “La grande Bellezza” diretto da Paolo Sorrentino.

Poi c’è anche la “Napoli dei fantasmi“, Queli che non vedi e non senti, quelli che per dignità sanno solo ascoltare e confidano in un futuro migliore. Spesso, nella completa indifferenza spariscono per sempre. Scelgono un’altra vita. Quella buia. Quella della morte.  Sono sempre più numerosi, forse sono tra i nostri amici intimi, i nostri familiari, i nostri figli. I nostri genitori. 

Nelle sacrosante parole che seguono del Cardinale Sepe ancora una volta si ha la sensazione che saranno, per cortesia istituzionale, apprezzate da i più ed in particolare da quelli che spesso sono in prima fila ad ogni funzione pubblica. Quelli della “Napoli Bene“, quelli che mettono “mi piace” su facebook per non farsi nemici o si fanno il “salfie” con il personaggio di turno per dimostrare che  esistono.

Allora, se siete arrivati a leggere sin qui, spegnete per un’attimo i telefonini e dedicate qualche minuto a leggere quello che segue. Forse per qualche giorno la vostra coscienza vi guiderà. 

Luigi Passariello

“No soy socialista ni izquerdista. Tampoco de ninguna derecha. Yo soy un libre pensador”. (Non sono socialista, né un uomo di sinistra. Né tantomeno di destra: sono un libero pensatore) cit.:Domenico Rea.)

 

La reprimenda del Cardinale Sepe

 

IL GRIDO DI DOLORE DEL CARDINALE SEPE

“Ancora sangue per le strade e nelle case, anche di vittime innocenti, alle cui famiglie va la mia vicinanza e il mio profondo cordoglio. Si ripetono casi raccapriccianti, dolorosi e preoccupanti di una violenza che a volte è di natura patologica, ma spesso è purtroppo, provocata da una delinquenza, organizzata o meno che sia, che vede come protagonisti non pochi giovani.

E’ il volto di una Città offesa e sofferente che meriterebbe ben altra considerazione sul proscenio nazionale e internazionale per la sua storia, la sua ricchezza culturale, le sue grandi risorse umane, professionali e lavorative, per le tantissime eccellenze, e invece si trova ad essere ingiustamente e ingenerosamente umiliata e commiserata se non vituperata e condannata.

Si dirà – e si può anche convenire – che si tratta delle tante emergenze proprie di una grande metropoli, ma è innegabile che la criminalità ha il suo peso, fa paura, rende insicuri, scoraggia visitatori e investitori

Da qui una povertà e una disoccupazione, che, al di là della crisi economica generale, stanno diventando strutturali, fiaccando la resistenza, l’impegno e il coraggio delle tante forze sane presenti nella popolazione, nonché la tenuta e la sopravvivenza di molte famiglie, la capacità reattiva delle comunità territoriali.

Le responsabilità ci sono a appartengono a tutti, a partire dalla Chiesa ma anche le istituzioni e i singoli cittadini sono chiamati in causa. Tutti dobbiamo avere il coraggio di saper vedere e capre, saper ascoltare e saper denunciare quando è necessario. Gli stessi cosiddetti casi di depressione hanno in qualche modo una loro matrice sociale che non va trascurata, perché troppi “malati” partono da uno stato di sfiducia e di disperazione per finire nella cosiddetta depressione e i “colpiti” finiscono sulle spalle dei familiari, i quali fanno il massimo dal punto di vista umano e affettivo, diventando talvolta vittime innocenti non di un congiunto ma di un problema che appartiene all’intera società.

Bisogna, dunque, darsi da fare e occorre fare presto, perché é in gioco il futuro di tutti. Come ho scritto nell’ultima Lettera Pastorale, c’è tanta sete di Dio, di umanità, di lavoro, di giustizia, di carità. E la sfida maggiore cade proprio in capo alle comunità ecclesiali, che debbono dare il massimo in termini di accompagnamento, di condivisione e di premura nei confronti della nostra gente, dei nostri fratelli più deboli, dei giovani innanzitutto, i quali si aspettano anche un aiuto materiale, ma prima ancora cercano un conforto morale e spirituale, una carica di umanità. Hanno bisogno di trovare “acqua” che li disseti.

E’ una grande sfida e noi per primi dobbiamo metterci in gioco, dobbiamo lasciarci “contaminare” dai problemi altrui, facendo capire e dimostrando che cambiare, migliorare è possibile, in termini di rispetto della persona e della legge, in termini di sviluppo e di crescita civile. Ma dobbiamo fare rete e combattere l’indifferenza o la negligenza o l’incapacità di qualcuno.

Dobbiamo far capire e affermare che il bene comune viene prima di quello personale o di parte e che ci si può ritenere buoni cristiani soltanto se si è anche buoni cittadini, pronti a tendere la mano al fratello che sta ai margini della strada.

Napoli è come un libro meraviglioso del quale ci sono ancora tante belle pagine da scrivere e non con il sangue ma con il sudore della fronte.”

 S.E Crescenzio Sepe

Napoli, 16 luglio 2015

 

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Qualche dato statistico di Suicidi per crisi economica lo trovi qui :

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