“I simboli dell’amore” di Karima Angiolina Campanelli

il 20 gennaio 2019

Le opere di Karima Angiolina Campanelli sono il bisogno profondo di trovare le ragioni della vita. I graffiti che realizza come viaggio interiore del credo, sono indicativi di una ricerca sentita che nella materia primaria, i segni, le parole e i simboli, ne descrive la forza e la sintesi.

La materia è la base di una pittura che si fa agglomerato, strato su strato per raggiungere la polimatericità, che tende verso la tridimensionalità, sia pure come effetto, ricercato per una proiezione verso l’alto. Una pittura che è figlia anche delle esperienze diverse dell’autrice, la Campanelli fonde nelle sue opere le lettere e i segni, parte di processo che non dimentica la forza delle cromie e dei materiali, che interpretano il dato di partenza, come detto, ma sono anche la ricerca estetica di una bellezza condivisibile, un abbraccio agli spettatori, di un dialogo con il mondo, verso una società di pace. 

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Nell’evolversi della luce interna, la Campanelli offre con i simboli dell’Islam, non solo il suo credo e la sua adesione alla religione islamica, ma il simbolismo sintetico di tutte le culture del credo, indistintamente proiettate verso una società unita, senza differenze, e senza guerre; dunque, una ricerca di pace in cui tutti si devono riconoscere, proprio per la forza evocativa che i suoi segni e graffiti, come quelli degli uomini di 13.000 anni fa. L’arte è sempre un atto sociale, quando il messaggio travalica la sfera personale e abbraccia quella collettiva, e la nostra artista lo ha fatto suo, come percorso negli ultimi anni. Simboli, lettere, materia, tanti elementi per rappresentare un sentimento profondo verso l’umanità, l’amore. 

Gianni Nappa (Critico e curatore d’arte indipendente | Direttore e ideatore di artperformingfestival )

Note biografiche:

Karima Angiolina Campanelli: regista di teatro-documentarista-autrice-pittrice, nasce a Brescia il 22-02- 1957, viaggiatrice instancabile, ha conosciuto molti paesi del mondo, ma i luoghi della sua anima sono i veri protagonisti dei suoi viaggi…. Sulle sue tele sentimenti primitivi, patrie di libertà: passione e nostalgia, deserti e solitudini , maree gioiose, notti di cammini, devozione e poesia. Ogni quadro è una preghiera. Graffiti dedicati a Dio scolpiti sulle pareti del cuore .

Testimonianze:

Giulio Baffi scrive:

A vedere le opere di Karima Angiolina Campanelli rimango sorpreso. Mi chiedo come quella materia visionaria messa insieme dalla sua mano leggera possa essere diventata qualcos’altro. Qualcosa di impensabile. Qualcosa di sorprendente. Un racconto. Anzi il puzzle colorato che forma un racconto misterioso. Quale sarà mai il percorso per attraversare il labirinto fantastico che Karima mi mostra? Dove troverò il filo di seta da svolgere e riavvolgere per dare forma, parole, sensazioni, presenze, alle emozioni che questi quadri mettono in moto? E cosa racconta mai questa donna che ha attraversato un tempo faticoso di conoscenza e approfondimento, a noi che ne osserviamo i segni misteriosi? Da dove provengono mai quegli uccelli fantastici, in quale territorio dell’anima troveranno rifugio e metteranno il loro nido al sicuro? Chi poggerà i suoi piedi sui tappeti che reggono i sogni, dai colori del mare di mezzogiorno, del tramonto struggente, delle albe incantate, dei fiori di primavera, delle notti di luna? Non saprei dire quali rappresentazioni lontane nel tempo hanno formato la memoria visionaria di quest’artista evidentemente dotata di una particolare sensibilità, ma c’è nelle sue opere come un suono che attraversa il silenzio, e certamente una matericità sublimata si moltiplica e prende forme imprendibili come fossero nubi che s’addensano cupe, scompigliate dal vento, oppure cancellate all’improvviso per lasciare spazio alla luce serena di un mattino. Ecco che i quadri di Karima ci mostrano allora la luce interiore dell’artista che sa guardare “oltre”, come per un dono prezioso. Non saprei dare risposte alle tante domande che mi sono posto osservando questi quadri. Il mio sapere è il teatro, territorio della parola che si fa visione, armonia di opposte creazioni. Eppure qualcosa di “teatrale” ho intravisto in questo percorso d’artista, come di oggetti che diventano altro e cambiano le loro forme attraverso le luci e le emozioni suggerite dall’autore e rese vere dagli attori e dai registi. Strano incontro in cui però non s’impennano le ansie ma quasi si placano, rasserenate da un sapere lieve e misterioso, e da un’armonia interiore che si fa applauso stupito e riconoscente.”

Shaykh Abdu-r-Rahman Pasquini scrive:

La caratteristica essenziale del carisma pittorico di Karima Angiolina Campanelli in ognuna delle sue opere è l’intrigante matrimonio tra il loro back ground di modernissimo post-astrattismo non figurativo dell’ultima generazione americana di maestri del pennello e le sue monotematiche composizioni alfabetiche orientaleggianti, le quali, nell’armonico ordito dei loro grafemi arabi, sanno produrre nell’osservatore attento, che sia sulla lunghezza d’onda spirituale dell’artista, un intimo godimento estetico. In questo sapiente connubio tra moderno e arcaico, scaturito sentimentalmente dalla profonda sensibilità di Karima Angiolina Campanelli, risiede il pregio della sua opera. La produzione pittorica di Karima Angiolina Campanelli ha tutte le carte in regola, per essere annoverata nell’arte islamica, sia in ragione delle armoniose suggestioni cromatiche, che fanno da sfondo astratto inimitabile al leit motiv della suo visione spirituale mistica di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce; sia per il vibrante sentimento religioso che si esprime originalmente in ciascuna delle teofanie rappresentate, che sono una traduzione in dipinto della prima àyah della Sura l’Altissimo, che recita: “Glorifica il nome del tuo Signore l’Altissimo”. Ogni dipinto di Karima è un Ricordo di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Dhìkru [A]llàhi è una glorificazione di Allàh, l’Altissimo, è un subḥāna [A]llàhi, una lode ad Allàh, un al-Ḥàmdu li-[A]llàh, una magnificazione di Allàh, un Allàhu àkbar, una proclamazione della sua unità, unicità e uni-Personalità, un lā ilāha illā [A]llàh, una affermazione della Sua Onnipotenza, un lā ḥàwla wa lā quwwata, illā bi-[A]llàh, per cui ogni credente nella paternità divina del Sublime Corano e della Missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in Gloria, dovrebbe essere orgoglioso di arricchire la propria casa con la presenza di un’opera teofanica di Karima, e – certamente – Allàh è più informato.”

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