News

L’Agenzia delle Entrate cambia strategia, arrivano i controlli sui singoli pagamenti: chi rischia di più

cambio di metodo, volto a rafforzare la lotta contro le frodi
Il ruolo degli indici ISA e la compliance collaborativa(www.lifeinnaples.it)

L’Agenzia delle Entrate sta implementando una nuova strategia di controllo fiscale che punta a verifiche più puntuali sui singoli pagamenti.

Questo cambio di metodo, volto a rafforzare la lotta contro le frodi e le irregolarità fiscali, si basa su criteri selettivi sempre più sofisticati e sull’utilizzo di indici statistici di affidabilità fiscale, noti come indici ISA. L’obiettivo è individuare tempestivamente le anomalie nelle dichiarazioni dei redditi e nelle comunicazioni relative ai crediti d’imposta, intervenendo con controlli mirati e misure preventive.

Gli indici ISA rappresentano uno degli strumenti chiave nella selezione dei contribuenti da sottoporre a verifica. Assegnati sulla base di dati contabili e caratteristiche strutturali di ogni attività economica, questi indici valutano l’affidabilità fiscale degli operatori. Un punteggio vicino al 10 garantisce al contribuente benefici importanti, come una riduzione dei tempi degli accertamenti e maggiori garanzie in caso di certificazione di conformità. Al contrario, un punteggio inferiore a 6 attiva automaticamente un livello di attenzione più elevato, con la possibilità di controlli approfonditi.

L’Agenzia delle Entrate negli ultimi anni ha privilegiato un approccio di “compliance collaborativa”. Questo modello si basa sull’invio massiccio di lettere di compliance, che hanno raggiunto circa tre milioni solo nel 2025. Questi avvisi non sono sanzionatori, ma rappresentano un’opportunità per i contribuenti di chiarire o correggere eventuali discordanze nelle proprie dichiarazioni tramite documentazione integrativa o ricorso al ravvedimento operoso. La mancata risposta o la fornitura di spiegazioni insufficienti espone il contribuente a controlli formali e sostanziali più stringenti.

Un ulteriore elemento che influenza la selezione per i controlli è l’adesione al concordato preventivo biennale, strumento che definisce anticipatamente una base imponibile per due anni. Chi aderisce a questa procedura beneficia di una riduzione significativa dei controlli, grazie alla certezza fiscale derivante dall’accordo con l’Amministrazione finanziaria.

Controlli e misure antifrode sui crediti d’imposta

Parallelamente, l’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli documentali sulla regolarità delle detrazioni e sull’utilizzo corretto dei crediti d’imposta, soprattutto in relazione alle operazioni di sconto e cessione dei crediti. Le verifiche si svolgono secondo quanto previsto dagli articoli 31 e seguenti del DPR n. 600/1973, e da norme specifiche introdotte con il decreto legge n. 185/2008. Le violazioni formali, se non pregiudicano l’esercizio delle attività di controllo, non comportano automaticamente la decadenza dalle agevolazioni fiscali, limitandosi a sanzionare le singole irregolarità.

La legge di bilancio 2022 ha introdotto nuove misure antifrode, in particolare con l’articolo 122-bis del decreto legge n. 34/2020, che consente all’Agenzia di sospendere per un massimo di 30 giorni le comunicazioni di opzione per lo sconto o la cessione del credito qualora emergano profili di rischio relativi a incoerenze o anomalie nei dati dichiarati. Se tali rischi vengono confermati al termine dei controlli, la comunicazione è considerata nulla e il contribuente viene informato. In caso contrario, la comunicazione produce normalmente i suoi effetti, con una proroga del termine di utilizzo del credito pari alla durata della sospensione.

Importante sottolineare che il controllo preventivo non sostituisce l’ordinaria diligenza dei soggetti coinvolti, che restano responsabili per evitare pratiche fraudolente. Anche l’assenza di sospensione o la rimozione della stessa non esclude successivi accertamenti da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Nel settore edile, a partire dal 27 maggio 2022, per i lavori di importo superiore a 70.000 euro, i benefici fiscali e contributivi relativi agli incentivi

Nuove disposizioni per il settore edile e responsabilità dei tecnici (www.lifeinnaples.it)

Nel settore edile, a partire dal 27 maggio 2022, per i lavori di importo superiore a 70.000 euro, i benefici fiscali e contributivi relativi agli incentivi per efficientamento energetico e ristrutturazioni sono condizionati all’applicazione dei contratti collettivi di lavoro nazionali e territoriali più rappresentativi. È onere del committente verificare che questa condizione sia esplicitata negli atti di affidamento, pena la perdita dei benefici. Tale obbligo si applica anche nel caso di subappalto o affidamento tramite general contractor.

Il rilascio del visto di conformità da parte di soggetti abilitati prevede la verifica dell’indicazione del contratto collettivo sia negli atti di affidamento che nelle fatture emesse. Se la fattura è priva di tale indicazione, il contribuente deve essere in possesso di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da parte dell’impresa esecutrice, da esibire su richiesta agli enti competenti.

In tema di asseverazioni tecniche, sono state introdotte sanzioni penali molto severe per i professionisti che attestano falsamente la congruità delle spese o forniscono informazioni mendaci sui requisiti tecnici degli interventi. La pena può arrivare fino a cinque anni di reclusione e a multe fino a 100.000 euro, con aggravanti in caso di profitto illecito.

Change privacy settings
×