Inserito da redazione il 14 novembre 2014

Sono passati già 10 anni che Mario non è più con noi. Tanto tempo, eppure sembrava ieri quando ci salutammo nel Maschio Angoino nell’agosto del 2004, al termine di una tournee’ che lo vide protagonista con “Don Raffaele o trumbone” e “Cupido scherza e spazza” di Peppino De Filippo.  In questo Agosto di dieci anni fa Mario non stava bene, aveva continui e permanenti abbassamenti di voce nonostante le cure quotidiane a cui si sottoponeva per recitare.

Aveva attribuito questo problema alle lunghe nottate in barca a Procida nel mese di luglio per un periodo di vacanza prima di cominciare “l’estiva”. Purtroppo non era cosi’! Avevamo in programma, in Ottobre “La Banda degli onesti” al Teatro Parioli di Maurizio Costanzo, lo spettacolo che aveva avuto una fortunata tournée lunga 5 anni, e Mario già aveva scritto per portare in palcoscenico un secondo film del Principe della risata, il divertentissimo “Tototruffa ’62″. Purtroppo quella domenica, all’alba, di 10 anni fa ci lascio’ sgomenti. Mario ci aveva lasciato!

Conobbi Mario circa trenta anni fa. Era il Settembre del 1979 e nel Maschio Angioino veniva rappresentata “Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani per la regia di Roberto De Simone e Mario recitava nel ruolo di Cusemiello, il capo dei Bazzarioti. Nel “cuore” dell’Estate a Napoli, Mario mi informò della decisione di dare vita a una Sua compagnia teatrale, dopo l’esperienza, durata cinque anni con Eduardo.

E così nella stagione 1979/1980, a soli 26 anni, Mario allestì la Sua prima Scarpettiana al Teatro Cilea di Napoli, rappresentando Tre pecore viziose, Il Medico dei pazzi e ‘O scarfalietto, con artisti come Dolores Palumbo, Geppino Anatrelli, Tullio Del Matto, Maria Basile. Da quel momento inizio’ una collaborazione con Mario durata 25 anni. Mario si mostrò molto sorpreso di questo mio interesse per il Teatro scarpettiano. “…. ho sempre pensato che questo tipo di teatro fosse lontano dai tuoi pensieri.

Ti vedo impegnato con Programmi dell’Estate a Napoli che sono tanto lontani dal teatro che io amo – così mi disse Mario, ed io in risposta “… stiamo tentando con Maurizio Valenzi di sprovincializzare la vita culturale e spettacolare di Napoli, portando finalmente spettacoli da ogni parte del mondo e anche dall’Italia, che prima di ora si fermavano a Roma; ciò non significa che non abbiamo amore per il nostro grande teatro di tradizione…”-

E così inizio’ il nostro percorso che ci porto’ a mettere in scena i lavori noti del bisnonno Eduardo, ma anche quelli meno noti , come “Il testamento di Parasacco”,” L’amico di papa’ “, “Nu brutto difetto”,” Mettiteve a ffa l’ammore cu mme” , “Felice sposo”, “Feliciella e Felicella” etc. 

E al compiacimento di Mario di aver trovato un “impresario” disponibile a mettere in scena anche titoli poco noti di Scarpetta gli rispondevo che nella ricerca e valorizzazione del Teatro di Scarpetta bisognava percorrere anche questa strada più difficile e rischiosa; e chi se non Mario poteva mettere in scena e recitare questi lavori sconosciuti al grande pubblico?

Mario ogni tanto si allontanava dal “teatro di famiglia” (Scarpetta, Eduardo e Peppino) per cimentarsi, e sempre con grande successo, con testi di Viviani, Santanelli, Satta Flores, Beckett, Marivaux, Marotta, De Simone, Curcio, Wertmuller, Zoscenko, Gogol, Cechov, e con artisti come Carlo Giuffre’, Luca De Filippo, Mario Martone, Toni Servillo, Nello Mascia, e anche con testi e rielaborazioni scritti di propria mano (per esempio La Banda degli onesti e Come la serva divento’ padrona) per poi “ritornare” con più vigore all’antico amore di sempre : il teatro di Eduardo Scarpetta.

Mario diede tantissimo sulle scene, ma ricevette poco, quasi nulla; e qui sono completamente in sintonia con Luigi De Filippo e Lina Wertmuller : “ Mario meritava molto di più nella vita” e non poco abbiamo lottato insieme in quei 25 anni per raggiungere tale obbiettivo, anche e soprattutto nella nostra Napoli, dove avrebbe dovuto ricevere, quale degno erede di una grande famiglia di teatro, i giusti riconoscimenti per il suo instancabile lavoro e una maggiore attenzione da parte di tutti.

Ciao Mario, ti porteremo sempre nel nostro cuore ma soprattutto ti ricorderanno con affetto i tuoi spettatori ai quali dicevi alla fine di ogni recita : “…..speriamo che questo rispettabile pubblico si sia divertito….”

Gianni Pinto

 

 

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