Inserito da redazione il 13 novembre 2014

Dieci anni sono trascorsi da quando, il 14 novembre del 2004, improvvisamente Mario Scarpetta, attore di talento ed erede di una delle grandi “famiglie d’arte” napoletane morì lasciando un grande vuoto nel panorama teatrale italiano.

Lo ricorderanno, rivolgendogli un pensiero Martedi 18 alle 20.30 al Teatro Sannazaro di Napoli,  un gruppo di amici che hanno accolto l’invito dell’Associazione Culturale Mario Scarpetta.

Una serata lieta, come era nel carattere dell’attore pronto sempre a cogliere ogni occasione per proporre in teatro la grande tradizione comica della sua famiglia, ma anche una serata densa di affetto a testimoniare quanto i protagonisti del mondo dello spettacolo erano legati a questo attore generoso e sapiente, protagonista di tanti spettacoli legati alla tradizione della sua famiglia, ma anche protagonista di tante commedie firmate da prestigiosi registi, di film e di trasmissioni televisive.

La voce di Mario Scarpetta che canta “’O tripulino” di Raffaele Viviani aprirà la serata, a sipario chiuso, come una introduzione affettuosa o un saluto agli amici presenti che non l’hanno dimenticato.

 

Così Mario Scarpetta sarà ricordato dall’attrice Angela Pagano e dal Regista Giuseppe Rocca che con lui lavorarono nello spettacolo sulle “farse cavaiole”, dall’autore Manlio Santanelli, dall’attore Nello Mascia, dallo scenografo Bruno Garofalo, che costruirono con lui una edizione di “Uscita di emergenza”, di cui sarà proiettato una breve registrazione, e dagli attori ed amici Mariano Rigillo, Isa Danieli, Annamaria Ackermann.

Ci sara’ l’amico di sempre ed impresario Gianni Pinto, insieme con l’attrice Lara Sansone, direttore artistico del Sannazaro, e poi il regista Fabrizio Bancale che ha preparato un piccolo trailer teatrale; saranno letti i messaggi inviati per l’occasione da Toni Servillo, Lina Wertmuller, Luigi De Filippo e Mario Martone. Il musicista Lorenzo Hengeller canterà e suonerà “Na cosa tosta” una poesia di Eduardo Scarpetta, dedicata a Mario e sarà proiettato un video con un messaggio di Mario Martone che diresse l’attore nello spettacolo “I dieci comandamenti” di Raffaele Viviani.

Alla serata, condotta dall’amico e critico teatrale Giulio Baffi, nonche’ presidente dell’Associazione culturale Mario Scarpetta, saranno presenti  Maria Basile Scarpetta, le sorelle Maria Vittoria ed Annamaria, ed i figli Eduardo e Carolina che si concluderà con una registrazione dell’attore che canta “Ommo” e “vino” di Raffaele Viviani

Così il web(*) lo ricordava  il giorno della sua scomparsa:

“Portava il nome di una dinastia teatrale, quella dei Scarpetta, forse la più grande e conosciuta tra le famiglie teatrali napoletane. Il capostipite Eduardo Scarpetta, poi i figli legittimi e non:Vincenzo e Maria ScarpettaEduardoPeppino Titina De Filippo. I nipoti: Luigi e Luca De Filippo; ed infine lui, il pronipote Mario Scarpetta (nella foto 1 insieme a Carlo Giuffré nello spettacolo I casi sono due di Armando Curcio, stagione ’92/’93).

Mario nasce a Parma il 4 dicembre del 1953 da Eduardo (figlio di Vincenzo), un ufficiale dell’aeronautica che aveva preferito l’azzurro del cielo al palcoscenico. Nel giovane Mario adolescente, però, nulla lascia presagire quello che diverrà più tardi. Dopo il liceo s’iscrive, infatti, alla facoltà di chimica. Al teatro non pensa proprio e la sua “cultura teatrale” si basa solamente su un’unica parentesi scolastica con Geppy Gleijeses suo compagno di classe. 

Ma buon sangue non mente, anche perché l’aria del teatro l’ha assorbita dalla nascita: la sua casa era un santuario del teatro, il bisnonno ed il nonno erano lì, al Palazzo Scarpetta in via Vittorio Colonna, e lo zio si chiamava Vittorio Viviani, figlio di Raffaele e grande storico di teatro (aveva sposato Dora Scarpetta ed abitava nello stesso palazzo). Mario, dunque, era un “portatore sano” di teatro ma non lo sapeva.

Come sempre, è il caso a metterci lo zampino; ed il caso volle che Eduardo De Filippo un giorno si recò a Palazzo Scarpetta per problemi di diritti d’autore.

Eduardo chiede al giovane: “Ma tu vuo’ fa l’attore?”. Si!” fu la risposta pronta. Detto fatto, dopo poco Mario esordisce, come comparsa, nella compagnia di Eduardo De Filippo. Erano gli inizi degli anni ’70.

Così, da un chimico mancato nasce un attore. E Mario ha parole di stima ma anche d’affetto per Eduardo. In un’intervista racconta infatti: “…Poi Eduardochecché se ne dica era una persona splendida fuori dal teatro. Sul teatro era un direttore rigido, come si deve essere, ma fuori dal teatro era una persona amabile. Io ho trascorso delle giornate a casa sua a via Aquileia a Roma a pranzo e dopo pranzo, dove mi ha raccontato tutta la storia della mia famiglia”.

Il grande pubblico conosce Mario Scarpetta, nel 1975, nei panni di Pasquale Guerra in  Li nepute de lu sinneco (registrata in televisione con Eduardo), lo apprezza nel Tuono di Marzo, lo ama in Uomo e galantuomo. La gavetta é superata, la scuola di Eduardo ha dato i suoi frutti, e lavorare con attori del calibro di Isa DanieliNino FormicolaNunzia FumoLuca De Filippo, ha fatto il resto. 

Mario crea una sua compagnia teatrale, con Dolores PalumboGeppino Anatrelli e Tullio Del Matto. Ovviamente il repertorio è quello scarpettiano, riscritto abilmente da Mario nel linguaggio odierno. 

Il successo non poteva non arrivare. Il repertorio scarpettiano, sia pure trito e ritrito, con Mario acquista nuova linfa e significato e s’impone ancora una volta, al grande pubblico.

(*) tratto da: http://www.cinespettacolo.it/

in anteprima il  sito a lui dedicato http://www.marioscarpetta.it/sito.html

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