Nuova allerta meteo su Napoli. E la domanda è sempre la stessa: quando smette di piovere?
La perturbazione arrivata dal Tirreno si è agganciata a un minimo di pressione che sta girando lentamente sul basso Tirreno. Tradotto: piove perché le correnti umide continuano a risalire verso il Golfo, si caricano di energia sul mare ancora relativamente caldo e scaricano tutto sulla città e sull’area flegrea. Non è un temporale rapido, di quelli che passano in un’ora. È una fase instabile più larga, più ostinata.
Cosa sta succedendo davvero sopra il Golfo
Le ultime mappe mostrano celle temporalesche che si rigenerano tra Ischia e la costa. È il classico effetto “rigenerante” che a Napoli conosciamo bene: sembra che stia per aprirsi uno squarcio di sole, poi nel giro di mezz’ora torna a piovere forte. A tratti anche con raffiche di vento e rovesci intensi.
Il problema non è solo la pioggia in sé. È la continuità. Ore e ore di precipitazioni, pause brevi, poi di nuovo acqua. Il terreno, già saturo, assorbe sempre meno. E quando il suolo non assorbe più, l’acqua corre. Corre lungo le strade in pendenza, scende dai quartieri collinari verso il centro, si accumula nei punti critici.
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Secondo le proiezioni attuali, la fase più intensa dovrebbe attenuarsi tra la tarda serata e la mattinata di domani, ma non si parla di cielo sereno. Più probabile un miglioramento graduale, con piogge che diventano intermittenti prima di cessare del tutto. Sempre che il minimo non rallenti ancora. È successo altre volte.
Chi vive a Napoli lo sa: basta un temporale un po’ più forte per mandare in affanno il traffico. Le strade si allagano in pochi minuti, i sottopassi diventano trappole, la tangenziale si blocca. I mezzi pubblici accumulano ritardi, le linee Cumana e Circumflegrea soffrono quando i binari si bagnano troppo o quando il vento porta detriti.
E poi ci sono le scuole. I genitori controllano il telefono in attesa di eventuali comunicazioni del Comune. Le attività commerciali nei quartieri più bassi temono l’acqua che entra dalle saracinesche. Chi abita ai piani terra guarda con preoccupazione i tombini che faticano a smaltire.
Non è allarmismo. È esperienza. Ogni volta che piove così, la città si scopre fragile. Non tutta, ma alcune zone sì. Bagnoli, Pianura, parti del Vomero, il centro storico in alcuni punti. Le criticità sono sempre quelle.
Quando tornerà il sole (davvero)
La tendenza indica una graduale rimonta dell’alta pressione nel corso dei prossimi giorni. Ma non sarà un cambio netto. Più una transizione. Prima nuvole irregolari, poi schiarite più ampie. Temperature in lieve calo per via dell’aria più fresca in quota.
Se le correnti ruotano come previsto, le piogge dovrebbero esaurirsi definitivamente entro 24–36 ore. Ma qui sta il punto: il Mediterraneo in questo periodo è ancora caldo e basta una variazione minima per riattivare instabilità locale. Non è una scienza esatta al minuto.
Intanto Napoli resta sotto osservazione. Non per scenari catastrofici, ma per quella normalità complicata che conosciamo bene: ombrelli rotti dal vento, motorini che slittano sull’asfalto lucido, autobus pieni perché nessuno vuole camminare sotto l’acqua.
Smetterà di piovere, sì. Come sempre. La questione è capire quando la città riuscirà a respirare senza guardare il cielo ogni mezz’ora. E su questo, più che le previsioni, conta quello che succede davvero sopra il Golfo nelle prossime ore.








