San Gennaro e Il mistero della chiave perduta

il 6 marzo 2016

Voci insistenti affermano che è sparita una delle due chiavi che apre la cassaforte della Cappella di San Gennaro dove sono custodite le ampolle del sangue del martire.

Accorsi sul posto con Gianni Nappa, LIFE in Naples ha raccolto alcune autorevoli testimonianze sull’accaduto nel corso del flash mob del 5 marzo 2016 a cui hanno partecipato numerosi cittadini e associazioni a sostegno di una protesta per un decreto emanato dal Ministro Angelino Alfano che nei fatti cancellerebbe, per sempre, la secolare Deputazione di san Gennaro. Organismo laico che custodisce da circa 500 anni la Cappella, il tesoro e le reliquie che appartengono al popolo napoletano.

In effetti Il 13 gennaio 1527, con una donazione di circa mille ducati d’oro, diversi nobili locali si impegnarono davanti ad un notaio per la costruzione della cappella del tesoro di San Gennaro e del relativo reliquario.
Le bolle papali del 1605 (a firma di Papa Paolo V), 1635 (Papa Urbano VIII), 1646 (Papa Innocenzo X), 1661 (Papa Alessandro VII), hanno riconosciuto le peculiarità e la laicità della Cappella;
Il regio decreto del 23 gennaio 1811 pone la Deputazione sotto la Presidenza del Sindaco di Napoli
La Presidenza del Sindaco viene confermata anche nello Statuto e Regolamento Interno della Cappella del Tesoro di San Gennaro, approvato il 7 giugno 1894 dal Re d’Italia Umberto I e controfirmato dal Ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti.
Lo Statuto del 1894 risulta essere quello ancora vigente, la cui bozza di riforma, a quanto ci risulta, è stata inoltrata nel 2013 presso il Ministero dell’Interno;
L’articolo 2 del suddetto regolamento stabilisce come i Deputati siano nominati dal Re su proposta della Deputazione stessa.

L’articolo 7 del suddetto regolamento definisce la Deputazione di San Gennaro una istituzione sui generis, posta direttamente alle dipendenze del Ministero di Grazie e Giustizia e dei Culti, confermando la non ecclesiasticità dell’ente, pertanto non assimilabile ad una qualsiasi Fabbriceria.
Il 15 agosto 1927, Papa Pio XI con apposita bolla papale “Neapolitanae Civitatis Gloria” ribadisce il diritto patronato della Città di Napoli sulla Cappella, sottolineando come tale diritto non provenga da un privilegio apostolico, bensì da una fondazione e dotazione laicale sorta con i beni patrimoniali e di esclusiva provenienza laicale.
Il 22 gennaio 2016, con decreto il Ministero dell’Interno nomina undici Deputati della Cappella del Tesoro di San Gennaro.
Le suddette nomine sono state accolte con stupore dalla città di Napoli, ed hanno avuto larga copertura mediatica, in particolare dal maggiore giornale cittadino, “Il Mattino”, in quanto nel preambolo la Deputazione viene equiparata ad una Fabbriceria.

 

 

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