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Teatro Sannazzaro di Napoli in fiamme: cosa sta accadendo

Il cuore di Chiaia si è svegliato con l’odore acre del fumo. Nella notte tra il 16 e il 17 febbraio le fiamme hanno avvolto il Teatro Sannazaro, uno dei simboli culturali più riconoscibili del centro di Napoli.

Il rogo, partito per cause ancora da accertare, ha distrutto la cupola dell’edificio che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe crollata sulla platea dopo essere stata a lungo avvolta dal fuoco.

L’incendio è divampato in via Chiaia, area pedonalizzata e densamente abitata. Le lingue di fuoco si sono alzate alte, alimentate dal vento, rendendo visibile il bagliore anche a distanza. Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi dei Vigili del Fuoco, impegnati per ore nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, insieme agli agenti della Polizia di Stato che hanno isolato la zona per evitare il passaggio dei pedoni.

Quattro persone risultano intossicate dal fumo. Le fiamme hanno coinvolto anche alcuni palazzi adiacenti e alcune abitazioni sono state evacuate in via precauzionale. Il calore sviluppato dal rogo ha danneggiato facciate e infissi degli edifici vicini, mentre il fuoco ha lambito anche la chiesa di Sant’Orsola a Chiaia. L’area resta interdetta al traffico e ai passanti per consentire verifiche strutturali.

Un teatro simbolo della città

Il Teatro Sannazaro non è solo una sala spettacoli. Fondato nell’Ottocento, inaugurato nel 1874, prende il nome dal poeta Jacopo Sannazaro e da oltre un secolo e mezzo rappresenta un presidio culturale nel cuore borghese della città. La sua programmazione ha attraversato generazioni di attori, compagnie e stagioni teatrali, mantenendo una forte identità legata alla tradizione partenopea ma aperta anche alla sperimentazione.

Negli ultimi anni il teatro è stato guidato dall’attrice e direttrice artistica Lara Sansone, presente sul posto durante le operazioni di soccorso. La struttura, con la sua cupola e la sala raccolta, era considerata un gioiello architettonico incastonato tra le eleganti strade di Chiaia. La perdita della cupola rappresenta un danno non solo materiale ma simbolico.

È giallo sulle cause

Al momento non ci sono certezze sull’origine dell’incendio. Le indagini sono in corso e gli inquirenti stanno lavorando per capire se si sia trattato di un corto circuito, di un problema agli impianti o di un evento accidentale. Non si esclude nessuna pista, ma sarà necessario attendere le perizie tecniche per chiarire la dinamica esatta.

La priorità, nelle prime ore, è stata mettere in sicurezza l’area e scongiurare ulteriori crolli. Il cedimento della cupola ha sollevato interrogativi sulle condizioni strutturali dell’edificio dopo il rogo. I controlli dovranno stabilire l’entità complessiva dei danni e i tempi di un eventuale recupero.

In una città dove i teatri rappresentano luoghi di identità e memoria collettiva, quanto accaduto al Sannazaro pesa come una ferita aperta. Non si tratta solo di un edificio, ma di un punto di riferimento per artisti, pubblico e quartiere. Via Chiaia, solitamente animata da passeggiatori e turisti, si è trasformata in un teatro di emergenza, con sirene e transenne al posto delle luci di scena.

Resta ora l’attesa per le risposte ufficiali e per capire se e come il Teatro Sannazaro potrà tornare ad alzare il sipario. Intanto Napoli osserva incredula la sua cupola annerita, simbolo di una notte che ha colpito uno dei suoi luoghi più amati.

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